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 Ricordiamoci che

3 maggio Giornata mondiale della Libertà di stampa (Unesco)
9-16 maggio Caserta, Festival della comunicazione sociale www.festivaldellacomunicazione.org
13-17 maggio,Torino, Salone Internazionale del Libro di Torino: “La memoria, svelata” (www.salonelibro.it)
17 maggio Giornata mondiale della Telecomunicazione e della Società dell’informazione
20-23 maggio, Roma, Salone Editoria Archeologica (www.editorial.it)
21 maggio Giornata mondiale per la diversità Culturale, per il Dialogo e lo Sviluppo (Unesco)
Fino al 25 maggio, Roma, Bari, Lecce, Modena, “Libri: che spettacolo!” (www.italiafestival.it)
27-30 maggio, Sestri levante, Andersen Festival (www.andersenfestival.it)
28-30 maggio, Fiera del libro di Imperia (Imperia, www.fieradellibroimperia.it)
29 maggio-1 giugno Galassia Gutenberg (Napoli, www.galassia.org)
29 maggio, Pontedera, Notte Bianca del libro (www.librialsole.it)
28-30 maggio “Pistoia- Dialoghi sull’uomo” (www.dialoghisulluomo.net)

 La città tra le pagine

Rosario Amenta L’oscillante ricerca Altrimedia Edizioni, I narratori Euro 12, pp. 84
Alla ricerca di Dio. Nelle ansie quotidiane, nelle memorie delle stagioni della vita, nei dubbi, nei volti, nelle relazioni e nelle solitudini. Nelle idee e nelle passioni. E soprattutto nelle città, con le loro strade, le piazze, i monumenti, i palazzi famosi e quelli delle periferie o di quelle “brutte città” che l’uomo “costruisce senza gioia, perché non ne ha più dentro. Prigioni, ecco cosa è capace di fare”. E’ lo sfondo in cui si muove Raffaele, nella sua ostinata e oscillante ricerca, che proprio dalle certezze fisiche e materiali degli ambienti che lo circondano (di Catania, Roma, Praga…) vorrebbe trovare almeno un conforto all’assillo che lo tormenta. E sono parole molto belle, che riemergono nella volutamente confusa descrizione di quei tessuti urbani nuovi composti da manufatti “senza amalgama, senza armonia”, accomunati “nella comune agonia di corpi amorfi e decadenti”, e che “non hanno neanche la consolazione di avere attorno la vita carnosa di un quartiere ad animarli d’un identità sociale sanguigna che li connoti familiarmente dall’anonimato”. Cosicché la ricerca mistica di Raffaele si intreccia ai suoni, colori, visioni e materie di queste nostre città, quasi il tentativo di trovare un rimedio a quell’allarme lanciato dallo stesso Amenta: “Il tessuto urbano si è frammentato senza ritrovare più unicità, come l’uomo urbano che vi è inserito. Così che l’animo che ha bisogno dell’unitarietà si dissolve nei tanti rivoli dello smarrimento del giorno normale ormai privo di quel substrato esterno, solido e ben strutturato, dalla cui tradizione ne ricava ispirazione alla sua identità”. Il rimedio della narrazione.
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Con "Sociologia e conflitti", la sociologa Maria Luisa Maniscalco, docente universitaria fra le più apprezzate d'Italia nel suo settore, si pone l'obiettivo di far comprendere le interazioni conflittuali e individuare le strategie e gli strumenti che possano essere attivati per trasformarle in opportunità di sviluppo; a partire da una rilettura in chiave critica dei classici del pensiero sociologico e di alcuni più accreditati teorici della "peace research". Un vero e proprio racconto che analizza come le 'passioni conflittuali' e lo 'spirito del tempo' possano coinvolgere anche le menti più brillanti. Lo studio della Maniscalco è un lavoro che agisce attraverso una sorta di costruttivo dialogo virtuale tra autori, separati da confini temporali, ideologici e culturali. Il volume completa il percorso con una panoramica di metodologie e tecniche per la trasformazione dei conflitti dalla nonviolenza alla negoziazione, dalla "multitrack dipolomacy" alla mediazione trasformativa.
Sociologia e conflitti. Dai classici alla peace research di Maria Luisa Maniscalco, pag. 176, euro 16.00.
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 A proposito del... POTERE DEI MASS MEDIA


Oggi se ne parla tanto, e spesso a sproposito. Ma sul rapporto tra mezzi di comunicazione di massa e opinione pubblica in molti hanno indagato e studiato. Una marea di testi e di riflessioni che negli ultimi secoli hanno scandagliato in lungo e in largo modelli, soggetti, dinamiche, cause, effetti, conseguenze di questo rapporto. Ecco perché il testo della professoressa Enrica Tedeschi “I PUBBLICI DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA. LEZIONI DI SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE” assume un valore particolare: Perché sistematizza, mette ordine, dà una logica e un panorama d’insieme all’enorme mole di lavoro fatta nei secoli sull’argomento. Un testo, quindi, che si propone di esplorare le specifiche e diverse forme assunte dalla relazione fra i media e i loro pubblici. “Si tratta di un contatto – afferma l’autrice nella premessa – che assomiglia allo scambio misterioso che trasforma l’energia in massa, il vuoto in pieno. (…) La non certezza della connessione, che grava da sempre sulla comunicazione umana, è paradossalmente amplificata nell’era mediatica. Nonostante il gran parlare di comunicazione, tipico della nostra società, è ben difficile valutare, caso per caso, il momento e lo spazio in cui un’emittente effettivamente riesce a trasferire un certo contenuto a un ricevente. La comunicazione è un equilibrio molto precario fra i due poli della relazione, senza il quale non c’è passaggio di informazione. Ma è anche un equilibrio virtuale fra l’eccesso e l’insufficienza di comunicazione. Il punto giusto del comunicare, quello in cui il flusso è lineare e costante, non distorto, non ignorato, non rifiutato dal ricevente, è una sorta di zero metafisico praticamente impossibile da sperimentare e registrare. Ecco perché, nell’esporre nel modo più semplice e chiaro le teorie del comunicare che si sono succedute dall’inizio del secolo scorso fino a oggi, e che noi abbiamo ereditato sviluppandole, ho cercato di sottolineare sempre i rischi e i limiti di ogni concezione e di ogni metodo, accanto agli usi possibili nella ricerca contemporanea.”. Un’analisi attenta e puntuale, quindi, arricchita di citazioni e indicazioni utili per approfondire, lineare e oggettivo, non esclusivamente rivolto a studenti universitari. Un testo che definire accademico potrebbe essere per assurdo riduttivo, perché in mano a tanti veloci e superficiali osservatori della società contemporanea (molti dei quali addetti ai lavori, giornalisti, o politici che siano), non farebbe male. A patto che, s’intende, oltre ad essere sfogliato, venisse letto e studiato…
I pubblici delle comunicazioni di massa lezioni di sociologia della comunicazione
di Enrica Tedeschi
Euro 14.00 Altrimedia Edizioni Collana "Libero ConTesto"
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 Il segnalibro

Pier Paolo Pasolini, da Scritti corsari
“(...) Il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamrente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l'omologazione brutalmente totalitaria del mondo”.



Pier Paolo Pasolini, da Le ceneri di Gramsci
“Lo scandalo del contraddirmi, dell'esserecon te e contro di te; con te nel cuore,in luce, contro te nelle buie viscere;del mio paterno stato traditore- nel pensiero, in un'ombra di azione -mi so ad esso attaccato nel caloredegli istinti, dell'estetica passione;attratto da una vita proletariaa te anteriore, è per me religionela sua allegria, non la millenariasua lotta: la sua natura, non la suacoscienza; è la forza originariadell'uomo, che nell'atto s'è perduta,a darle l'ebbrezza della nostalgia,una luce poetica: ed altro piùio non so dirne, che non siagiusto ma non sincero, astrattoamore, non accorante simpatia...”



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